Cronache dal Diverso
"changing place_changing time_changing thoughts_changing future"I ragni non si uccidono
Ho sognato il mio presente,
ordinaria frenetica vita.
E ho sognato di un ragno,
un ragno piccolo piccolo.
Che all’inizio non era ragno,
solo polvere, o chissà cos’altro
che volava fuori dalle mie narici
con una grossa risata.
Mi accorgevo che era ragno
quando questo insulso pallino di polvere
d’improvviso sgranchiva le zampe,
ne ho contate sei.
Provavo a schiacciarlo, e sembrava morto.
Poi tornava a schiudere le sottili zampette
e riprendeva il suo cammino.
Ma io ero ostinata ad ucciderlo,
così mi do alla caccia, e lui scappa,
si trasforma di nuovo in pallino di polvere
e poi ancora in ragno, e poi in ragno impallottolato
nella polvere. Non cede.
Scappa sullo schenale della sedia,
lo tramortisco con una scarpa,
scivola giù sotto il cuscino,
sembra fatta, ma no, il ragno non si arrende
e comincia a correre, e corre veloce,
con qualche zampetta in meno, ma veloce.
Mi arrendo io, e mi trovo a pensare
al perchè volessi finirlo a tutti i costi.
I ragni non si uccidono, si lasciano scappare,
una vecchia leggenda, o solo un monito della nonna…
D’un tratto mi sveglio,
con un forte senso di nausea,
di quelli da correre al bagno,
senza guardare nemmeno che ora è
nel cuore della notte.
Inevitabile pensare ad Agenore,
l’innamorato temerario
o temerario innamorato ( suona meglio),
che rinuncia al suo ricco impero
per amore, e dopo aver invano tentato
di conquistare la sua amata Diana,
preferisce morire che vivere senza averla.
Agenore mi ricorda il mio passato,
che non si lava da dosso,
appiccicato sulla pelle come
la più ostile delle macchie.
Non va più via.




