Cronache dal Diverso

"changing place_changing time_changing thoughts_changing future"

La mano dell’amore

Ha solo trentacinque anni il nuovo Direttore dell’Orchestra dell’Opéra National de Paris, eppure sembra che non abbia fatto altro fino al mezzo del suo cammin di vita che dirigere quel centinaio di elementi tenendo le spalle a quel paio di migliaia di spettatori…

Le radici alemanne inconfondibili nell’aspetto e nel portamento, elegante, attento, impeccabile nella sua arte. Ha diretto due ore intense di musica senza leggere alcuno spartito, mai calzante come in questo caso l’espressione inglese “by heart”, che in italiano rendiamo con un meno poetico”a memoria”… e invece no, col cuore, proprio col cuore accompagnava quelle note. Con la mano destra, quella della ragione, puntuale teneva il tempo, mentre con la sinistra, quella dell’amore, accarezzava una ad una le note che prendevano vita dagli strumenti e galleggiando nell’aria riempivano i polmoni di noi spettatori. Anche tappandosi le orecchie si poteva godere di uno spettacolo sublime, di quella danza di braccia, busti, dita, colli, ogni corpo diventava un tutt’uno con lo strumento, e insieme eseguivano la più emozionante delle coreografie.

Dalla prima fila della prima privilegiatissima balconata, il vibrare degli archi e l’eco degli ottoni raggiungevano le mie ciglia fino ad inumidirle.

 

Orchestre de l’Opéra National de Paris, Philippe Jordan

Ligeti, Concerto pour violon ( Isabelle Faust )

Strauss, Eine Alpensinfonie, op.64

Opéra Bastille, 14-nov-2009

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