Cronache dal Diverso
"changing place_changing time_changing thoughts_changing future"Archivio per ottobre, 2009
Nightbook [Ludovico Einaudi, 20/10/2009 Alhambra]
Il suono ventrale delle percussioni, il tocco leggiadro degli archi, e l’eleganza d’ogni sua carezza sui tasti del suo luccicante pianoforte…
La musica si ascolta meglio da una debita distanza, eppure non ho resistito alla tentazione di prendere posto il più vicino possibile a quel palco così modesto. Da lontano avrei avuto una migliore visione dell’insieme, il gruppo era coeso, ogni elemento compiaciuto si sentiva parte del tutto e cercava di riflettere il proprio sorriso negli occhi di un compagno. Ma io cercavo dell’altro. Volevo avvertire ogni singolo tocco, volevo sentire ogni suo respiro, vedere come il suo corpo accompagnasse le sue dita, come si adagiassero i piedi sui pedali. Quando il musicista si sente un tutt’uno col suo strumento, danza con lui al ritmo delle proprie note.
Puntuale, generoso, riconoscente, dinamico, proiettato nel suo domani, ha saziato la platea con note calde, piene di passione, di energia, aggrappate alla vita, ma custodite nell’ombra di una misteriosa notte.
lunedì 07 dicembre 2009 ore 21.00
Auditorium Manzoni a Bologna
Platea €40,00 + prev.
Galleria €30,00 + prev.
Balconata €20,00 + prev.
Biglietti in vendita dal 5 ottobre 2009
01/12/2009 Verona
02/12/2009 Milano
04/12/2009 Genova
punti fermi
Ho riempito la valigia di cose tanto belle quanto mai abbastanza utili, era appena finito settembre e non era certo ancora tempo di maglioni di lana. Ho preso le cose essenziali, l’orologio rosso, gli orecchini di perla, il telefono, i libri, la macchina fotografica, i ciondoli della nonna, le mie converse bucate preferite, il basco rosso, e poco altro ancora. Temevo il freddo di Parigi, ma al tempo stesso, volevo ad ogni costo credere che non sarebbe arrivato così in fretta, che anzi mi avrebbe dato il tempo di passeggiare all’aria aperta, e di godere di quel tepore di inizio ottobre che esorta a non coprirsi ancora troppo…Il sole non mi ha abbandonato, mi tiene ancora compagnia in quello che resterà forse l’autunno più caldo degli ultimi tempi, l’ennesimo dono del Destino, l’ennesimo invito a restare.
Quando arriva la sera mi piace guardare i colori caldi delle foglie riflesse sulla riva destra della Senna, e le lunghe ombre degli alberi sui sontuosi palazzi intorno ai giardini de Tuileries. All’ora del tramonto gli ultimi raggi attraversano la siepe di nubi che ogni giorno il vento disegna all’orizzonte. Il cielo torna limpido ogni notte, e il saluto della Luna e delle stelle non può che annunciare l’arrivo di un altro splendido giorno.
Anche nel silenzio delle vie più tranquille della città, a Parigi non mi sento mai sola. La Torre veglia dall’alto, con la luce del suo faro tiene compagnia agli insonni e orienta il sonno delle anime quiete, un pò come il mio Vesuvio, onnipresente, immobile, lì a offrire la stabilità e la sicurezza di cui ciascuno di noi prima o poi ha bisogno.
(Ri)Partire
Direi che a distanza da un anno dall’ultimo scritto, sia giunta l’ora di rimettere mano alla tastiera per raccontare qualche vera cronaca di viaggio. Nel mezzo parole sono state spese in lettere d’amore, che non portano date con sè, per conservare quella dose di mistero e intimità che anche il più narciso compilatore di blog ogni tanto rivendica…
In verità sfogliando le mie pagine mi sono accorta che tutto ciò che ho scritto non apparteneva mai alla quotidianeità, ma rimaneva sempre custodito nella straordinarietà di un evento, nella cornice di un ricordo, nell’originalità di una riflessione… Finora non ho mai sentito il bisogno di scrivere un vero e proprio diario di bordo, o forse non ho mai preso troppo sul serio quell’idea, limitandomi a scrivere appunti e note a intermittenza, giusto per tenere a mente questo o quell’episodio, particolare, per non lasciare che il tempo me lo facesse dimenticare.
Forse sarà questo sì, che ora invece sento come il bisogno di non lasciare al Tempo nessuno spazio per contaminare la mia memoria, ora che pare concludersi il mio modesto medioevo, voglio annotare tutto, ricordare tutto, non disperdere neanche il più piccolo dettaglio. Dopo la perpetua nostalgia di una lontana età d’oro sembra giunta l’ora del Rinascimento tanto atteso.
Questa nuova fase non ha un’origine bel precisa. Come accade quasi sempre, tanto nel bene quanto nel male, semplicemente sembra che il vento si sia finalmente deciso a cambiare direzione e a soffiare a favore. E così d’improvviso tutto ha cambiato colore, aspetto, consistenza. Tutto ciò di cui avevo bisogno ha preso forma e vita, e per la prima volta forse non sono stata io a cercarlo nè inseguirlo.
Lo sbocciare di un nuovo amore, gli ultimi esami all’università, ma soprattutto questa partenza, protagonisti della mia rinascita.
Parigi sarà il teatro sui cui mettere in scena le prossime avventure, il mio Diverso approda qui. Con un caloroso benvenuto.





