Cronache dal Diverso
"changing place_changing time_changing thoughts_changing future"La legge del più forte
La legge del più forte regna sovrana.
Come sarebbe stato possibile immaginare la disfatta della Francia nelle selezioni per i Campionati del Mondo? Il gol occasione arrivava come una manna dal cielo a placare le ansie dei più all’idea che tra i grandi la Francia fosse esclusa. Così si passa sopra la leggera carezza di un campione come Henry che salva “in corner” la squadra e con essa un intero paese da un’ inevitabile onta che sarebbe passata alla storia, in un’epoca dove apparire, essere sempre in prima linea, non importa con quali mezzi e secondo quali valori, è diventato il cruccio più impellente, l’esigenza ultima da assecondare, sempre e comunque, costi quel che costi. In Italia si progetta di polverizzare in un colpo solo anni di lavoro di un’operosa e affaticata magistratura, per l’interesse, nemmeno di pochi – che non sarebbe una novità – ma di uno, che in nome di chissà quale unzione divina, deve restare intoccabile, costi quel che costi appunto. E poi i più deboli che soccombono nelle più assurde e impensabili circostanze ( vedi Cucchi, Brenda), sotto complotti e inciuci la cui portata rimane del tutto ignota al pubblico, che può solo riempirsi occhi e orecchie di quelle parole che si possono dire – menzogne per lo più – da ritrattare infinite volte, finchè non arrivi prima l’ora della Signora Prescrizione, Santa Garante degli Imbroglioni. E affinchè la regola non sia smentita nel mondo globalizzato, ci si può divertire anche con lo spettacolo della grande famiglia Unione Europea, che pur di acclamare un risultato raggiunto all’unanimità in un momento così delicato, accontenta il figliol prodigo Regno Unito, offrendo la carica di Mr PESC all’unico candidato totalmente privo di esperienza in affari esteri, una grande sfida certo, l’elezione di una donna a vantare la promozione delle “quote rosa”, ma in fondo l’unica via possibile per aggirare l’ostacolo Blair alla presidenza…
La legge del più forte insomma non ha rivali.
E se un tempo per dimenticare per qualche ora i problemi che affliggono l’umanità ci si poteva rifugiare nell’intrattenimento offerto da una semplice partita di pallone, ora forse non resta che scendere in campo e dare un calcio a tutta questa ipocrisia.
La mano dell’amore
Ha solo trentacinque anni il nuovo Direttore dell’Orchestra dell’Opéra National de Paris, eppure sembra che non abbia fatto altro fino al mezzo del suo cammin di vita che dirigere quel centinaio di elementi tenendo le spalle a quel paio di migliaia di spettatori…
Le radici alemanne inconfondibili nell’aspetto e nel portamento, elegante, attento, impeccabile nella sua arte. Ha diretto due ore intense di musica senza leggere alcuno spartito, mai calzante come in questo caso l’espressione inglese “by heart”, che in italiano rendiamo con un meno poetico”a memoria”… e invece no, col cuore, proprio col cuore accompagnava quelle note. Con la mano destra, quella della ragione, puntuale teneva il tempo, mentre con la sinistra, quella dell’amore, accarezzava una ad una le note che prendevano vita dagli strumenti e galleggiando nell’aria riempivano i polmoni di noi spettatori. Anche tappandosi le orecchie si poteva godere di uno spettacolo sublime, di quella danza di braccia, busti, dita, colli, ogni corpo diventava un tutt’uno con lo strumento, e insieme eseguivano la più emozionante delle coreografie.
Dalla prima fila della prima privilegiatissima balconata, il vibrare degli archi e l’eco degli ottoni raggiungevano le mie ciglia fino ad inumidirle.
Orchestre de l’Opéra National de Paris, Philippe Jordan
Ligeti, Concerto pour violon ( Isabelle Faust )
Strauss, Eine Alpensinfonie, op.64
Opéra Bastille, 14-nov-2009
Nightbook [Ludovico Einaudi, 20/10/2009 Alhambra]
Il suono ventrale delle percussioni, il tocco leggiadro degli archi, e l’eleganza d’ogni sua carezza sui tasti del suo luccicante pianoforte…
La musica si ascolta meglio da una debita distanza, eppure non ho resistito alla tentazione di prendere posto il più vicino possibile a quel palco così modesto. Da lontano avrei avuto una migliore visione dell’insieme, il gruppo era coeso, ogni elemento compiaciuto si sentiva parte del tutto e cercava di riflettere il proprio sorriso negli occhi di un compagno. Ma io cercavo dell’altro. Volevo avvertire ogni singolo tocco, volevo sentire ogni suo respiro, vedere come il suo corpo accompagnasse le sue dita, come si adagiassero i piedi sui pedali. Quando il musicista si sente un tutt’uno col suo strumento, danza con lui al ritmo delle proprie note.
Puntuale, generoso, riconoscente, dinamico, proiettato nel suo domani, ha saziato la platea con note calde, piene di passione, di energia, aggrappate alla vita, ma custodite nell’ombra di una misteriosa notte.
lunedì 07 dicembre 2009 ore 21.00
Auditorium Manzoni a Bologna
Platea €40,00 + prev.
Galleria €30,00 + prev.
Balconata €20,00 + prev.
Biglietti in vendita dal 5 ottobre 2009
01/12/2009 Verona
02/12/2009 Milano
04/12/2009 Genova
punti fermi
Ho riempito la valigia di cose tanto belle quanto mai abbastanza utili, era appena finito settembre e non era certo ancora tempo di maglioni di lana. Ho preso le cose essenziali, l’orologio rosso, gli orecchini di perla, il telefono, i libri, la macchina fotografica, i ciondoli della nonna, le mie converse bucate preferite, il basco rosso, e poco altro ancora. Temevo il freddo di Parigi, ma al tempo stesso, volevo ad ogni costo credere che non sarebbe arrivato così in fretta, che anzi mi avrebbe dato il tempo di passeggiare all’aria aperta, e di godere di quel tepore di inizio ottobre che esorta a non coprirsi ancora troppo…Il sole non mi ha abbandonato, mi tiene ancora compagnia in quello che resterà forse l’autunno più caldo degli ultimi tempi, l’ennesimo dono del Destino, l’ennesimo invito a restare.
Quando arriva la sera mi piace guardare i colori caldi delle foglie riflesse sulla riva destra della Senna, e le lunghe ombre degli alberi sui sontuosi palazzi intorno ai giardini de Tuileries. All’ora del tramonto gli ultimi raggi attraversano la siepe di nubi che ogni giorno il vento disegna all’orizzonte. Il cielo torna limpido ogni notte, e il saluto della Luna e delle stelle non può che annunciare l’arrivo di un altro splendido giorno.
Anche nel silenzio delle vie più tranquille della città, a Parigi non mi sento mai sola. La Torre veglia dall’alto, con la luce del suo faro tiene compagnia agli insonni e orienta il sonno delle anime quiete, un pò come il mio Vesuvio, onnipresente, immobile, lì a offrire la stabilità e la sicurezza di cui ciascuno di noi prima o poi ha bisogno.
(Ri)Partire
Direi che a distanza da un anno dall’ultimo scritto, sia giunta l’ora di rimettere mano alla tastiera per raccontare qualche vera cronaca di viaggio. Nel mezzo parole sono state spese in lettere d’amore, che non portano date con sè, per conservare quella dose di mistero e intimità che anche il più narciso compilatore di blog ogni tanto rivendica…
In verità sfogliando le mie pagine mi sono accorta che tutto ciò che ho scritto non apparteneva mai alla quotidianeità, ma rimaneva sempre custodito nella straordinarietà di un evento, nella cornice di un ricordo, nell’originalità di una riflessione… Finora non ho mai sentito il bisogno di scrivere un vero e proprio diario di bordo, o forse non ho mai preso troppo sul serio quell’idea, limitandomi a scrivere appunti e note a intermittenza, giusto per tenere a mente questo o quell’episodio, particolare, per non lasciare che il tempo me lo facesse dimenticare.
Forse sarà questo sì, che ora invece sento come il bisogno di non lasciare al Tempo nessuno spazio per contaminare la mia memoria, ora che pare concludersi il mio modesto medioevo, voglio annotare tutto, ricordare tutto, non disperdere neanche il più piccolo dettaglio. Dopo la perpetua nostalgia di una lontana età d’oro sembra giunta l’ora del Rinascimento tanto atteso.
Questa nuova fase non ha un’origine bel precisa. Come accade quasi sempre, tanto nel bene quanto nel male, semplicemente sembra che il vento si sia finalmente deciso a cambiare direzione e a soffiare a favore. E così d’improvviso tutto ha cambiato colore, aspetto, consistenza. Tutto ciò di cui avevo bisogno ha preso forma e vita, e per la prima volta forse non sono stata io a cercarlo nè inseguirlo.
Lo sbocciare di un nuovo amore, gli ultimi esami all’università, ma soprattutto questa partenza, protagonisti della mia rinascita.
Parigi sarà il teatro sui cui mettere in scena le prossime avventure, il mio Diverso approda qui. Con un caloroso benvenuto.
La morale
La morale non esiste.
E’ un’invenzione del potere usata nel tempo per aggiogare le masse.
Esiste il buon senso, che accompagnato al bagaglio di valori in cui ciascun uomo si riconosce, guida o si presume quanto meno che guidi il nostro agire.
Esiste la fantasia, quella che ti permette di sognare una vita migliore, più vivace e colorata, mai uguale a se stessa.
Esiste la fiduca, da misurare con estrema attenzione, ma da cui ancora in rarissimi casi è possibile attingere.
E infine l’esperienza, da cui non si finisce mai di trarre insegnamenti, e che da sola basterebbe non di rado a correggere la direzione delle nostre volontà.
On the edge
Chissà se ora sei on the road… io sono francesca on the edge.
cavalco l’onda, sempre in bilico. un piede dentro, uno fuori.
l’eccitazione è massima. come il dispendio di energie.
le giornate si allungano e la sera sembra non arrivare mai quand’è primavera.
e quando arriva, la sera, è vigilia della notte, lontana dall’intervallo ozioso da spendere al riparo dal freddo dell’inverno.
e la notte…la notte è giovane come queste gambe che non vogliono fermarsi mai.
l’urgenza di vivere non tramonta col sole…
Altro tentativo
“che la fenice more e poi rinasce,
quando al cinquecentesimo appressa
erba né biada in sua vita non pasce,
ma sol d’incenso lacrima e d’amomo,
e nardo e mirra son l’ultime fasce”.
(Inferno XXIV, 107-111)
E fuori nevica…
Quest’anno sapeva di speciale ancora prima di venire alla luce, e quale migliore inizio di un risveglio dai mille fiocchi di neve. La neve che tutto copre, nasconde, avvolge… Racchiuderà nel suo abbraccio il segreto che l’anno passato ha trasmesso a quelli a venire.





